domenica 23 settembre 2012

PROMOTORI FINANZIARI: ULTIMI, SCOMODI MILITANTI!

Pensaci un attimo. I partiti politici sono riusciti a scavalcare i vecchi "militanti". Quelli del frenetico andirivieni di palchi e comizi, quelli dei volantini ciclostilati, quelli che ti vendevano per strada il loro giornale. Non solo perchè le ideologie di una volta oggi non esistono più, ma anche perchè lo strapotere mediatico di TV, giornali, eventi spettacolarizzati fanno del contatto con l'elettore un fatto quasi personale e diretto dei loro strateghi della comunicazione e dei sondaggi. Al punto da far diventare il voto dentro l'urna frutto della seduzione più che della vecchia persuasione propagandistica.
Cos'è successo invece ai "militanti" della consulenza finanziaria? La seduzione mediatica è riuscita a scavalcarli solo in minima parte. Parlo degli unici prodotti di domanda: i conti di deposito ad alto rendimento e, molto meno, i conti correnti low cost. La pianificazione finanziaria in un mercato che è dominato dall'offerta dei prodotti rispetto alla loro spontanea domanda, soprattutto dopo un decennio di "risparmio tradito" come quello appena trascorso, è ancora soggetta alle regole della persuasione.
Il risparmiatore, ora più che mai e a caro prezzo, è come se avesse sviluppato il sesto senso della tentata seduzione. A pelle, tende a schivarne le lusinghe.
Infatti, ti sei accorto che anche gli irriducibili della banca diretta, fatta di pubblicità internet e tv, nella totale assenza di intermediari, ora cambiano approccio? Arrivano a pubblicizzare nell'offerta del prodotto la possibilità di utilizzare le filiali. Anche se molte volte, fai la prova, quella più vicina a te....è in un'altra provincia!
E allora non deprimerti più di tanto, caro collega allo sportello. Nessuno troverà davvero conveniente fare a meno di te se sarai disposto a scambiare un pò di scrivania per una valigetta col pc portatile.
E allora non meravigliarti più di tanto, caro collega promotore, se oggi tutti fanno a gara a diventare nei tuoi confronti l'ennesimo albo col suo organismo di controllo. Dopo l'APF, il RUI, ora arriva l'OAM? Ti pare il colmo che siano tre insieme?
Il colmo non è se ci pensi un attimo. Nella distribuzione commerciale tu sei forse l'ultimo a detenere ancora il contatto diretto col cliente. La seduzione TV dei grandi presidenti che si sono fatti da sè e che "ci mettono la faccia"  non è riuscita a scavalcarti. Tu entri ancora nelle case, incontri le famiglie. Porti un verbo. E' come fossi uno degli ultimi militanti rimasti in giro. E perciò puoi essere un alleato e un pericolo per molti: dalle banche, alla politica, finanche al vero potere chiunque sia. Non meravigliarti di tutti quanti si affannano ad occuparsi di te,  allora. Finanche provassero ad imbavagliarti perchè forse ci proveranno davvero. Chissà! (Maggiorino Guida, riproduzione riservata)

mercoledì 19 settembre 2012

domenica 9 settembre 2012

NON E' MAI TROPPO TARDI

Fu il titolo della più grande opera di alfabetizzazione promossa dalla RAI negli anni '60, quando la percentuale degli adulti che non sapevano nè leggere nè scrivere superava ancora il 10% (secondo il censimento ISTAT del 1951 il 12,9%). E quando i contenuti della TV pubblica erano "pulpito & cattedra", prima di cedere alle esigenze della concorrenza e del profitto pubblicitario. Il conduttore di "Non è mai troppo tardi", andato in onda dal 1960 al '68 (vedi Wikipedia), fu un maestro elementare, Alberto Manzi, divenuto poi un celeberrimo personaggio TV. Il programma entrò nel DNA del nostro Paese di quegli anni. Ho ancora vivo il ricordo da bambino di quei tardi pomeriggi alla tv e dei disegnini del maestro alla lavagna!
E proprio agli scolaretti di oggi è dedicata una grande opera di "precoce" "alfabetizzazione economica" de Il Sole 24 Ore: "Junior 24", pagina fissa domenicale del quotidiano. Una raccolta delle uscite con gli argomenti chiave sarà in edicola mercoledì 19 settembre, con un volumetto allegato al giornale, al costo aggiuntivo di appena 0,50 euro. Prevista anche la versione per e-book. (Maggiorino Guida, riproduzione riservata)

sabato 1 settembre 2012

APPLE STORE? VENGHINO SIGNORI & BE HAPPY!

Leggendo Il Sole 24 Ore di oggi (pag.26) mi è venuta in mente quella biondina dell'Apple Store. A quanti di voi è già capitato? Entro, mi avvicina, mi guarda negli occhi sorridendo e ascoltato il problema, mi prende dolcemente per il braccio come fossimo vecchi amici.  Mi porta al "Genius Bar", il banco degli specialisti tecnici.
Il Sole infatti riporta che è stata diffusa in rete una copia del "Genius Training Student Workbook", il segretissimo manuale di relazione & psicologia spicciola dei "Genius", gli addetti alla vendita e all'assistenza tecnica degli Apple Store, tutti giovanissimi, tutti in maglietta blu.
Quindi non solo tecnologia, tutt'altro. Mai scuola di vendita deve essere stata più efficace, se, come riporta l'articolo, i "negozi della mela" fatturano per metro quadro più di quelli di Cartier o Tiffany!
Una perfetta padronanza del prodotto, a tal punto che il cliente ha la concreta percezione che ogni "Genius" possegga effettivamente anch'egli lo stesso telefonino o computer. Fino a poterne giustificare con grande abilità il prezzo, spesso notoriamente più alto rispetto ai competitor di fascia.
Il sito "Apple.Digital.it" approfondisce la scoperta con un bell'articolo online che i lettori possono trovare qui. Parla della "Regola delle 3 F", vale a dire: 
                                                                1)You Feel, 2) I Felt, 3) I Found
Serve a "parare" l'obiezione del cliente sul prezzo (You feel, cosa provi, cioè comprendo cosa provi, caro cliente). Per poi condividerla (I Felt, anch'io ho provato la stessa sensazione), prima di passare alle argomentazioni di vendita vere e proprie, elencando le più importanti rispetto alla concorrenza (I Found, poi io ho stesso ho constatato che...).
La scuola empatica di Steve Jobs sa bene che a nessuno piace sentirsi dare torto. E perciò, davanti alla proverbiale obiezione sul prezzo, la risposta suggerita sarebbe paradossalmente, più o meno, quella che segue: Ha proprio ragione, caro cliente, anch'io la pensavo come lei! (Maggiorino Guida, riproduzione riservata. La foto dell'Apple Store è tratta da http://www.melablog.it/ )

domenica 26 agosto 2012

LA TUA LIBERTA' IN UN GESTO

Se hai almeno quarant'anni sarà certamente capitato anche a te. Quando hai imparato ad esprimerti fluentemente alla scuola dell'obbligo, parlo del linguaggio strettamente "verbale", hai pure spontaneamente cominciato a gesticolare. E ti è stato detto a proposito dell'uso di braccia e mani mentre parlavi che era meglio non farlo. Anzi l'uso troppo marcato era segno addirittura di maleducazione! La comunicazione di quei tempi, prendi la TV, era infatti tutto "pulpito & cattedra", completamente nelle mani di chi gestiva il potere in tutte le sue forme, da quello squisitamente politico a quello scolastico, ad esempio. 
Relegato in quell'età dell'immaturità sociale, la tua famiglia e la tua scuola, secondo la più rigida impostazione pedagogica di quegli anni, ti volevano sottomesso. Come se paradossalmente ti fosse negato, per ordine pubblico, un gradino fondamentale dell'evoluzione umana: quello dell'homo erectus di milioni di anni fa. 
Il mondo scientifico negli ultimi anni si è diviso sulla vecchia teoria che gli antenati più lontani dell'uomo siano stati effettivamente dei quadrupedi, camminando per così dire carponi. Gli studi sui reperti scheletrici degli ominidi di milioni di anni fa, farebbero escludere che l'uomo abbia mai usato le nocche delle mani per la deambulazione. E' innegabile però che l'acquisione della postura eretta ha liberato il tronco, gli arti superiori e le braccia per nuove funzionalità. Anche nella comunicazione. L'homo erectus ha allargato le potenzialità del suo linguaggio non verbale attraverso i gesti. 
La caduta del Muro di Berlino ed il vento della libertà che ha pervaso gli anni a cavallo del nuovo millennio, nuovi modelli di potere e controllo sociale hanno portato a rivedere anche i contenuti espressivi del mondo occidentale. Gesticolare non è più segno di cattiva educazione. Anzi, tutta la comunicazione non verbale ha assunto un peso specifico importantissimo nei rapporti interpersonali. Fintanto da essere oggetto di approfonditi studi scientifici.  
Barack Obama, ad esempio, si dice abbia vinto le elezioni alla presidenza degli Stati Uniti grazie ad un uso intensivo e rigorosamente studiato a tavolino  della sua comunicazione elettorale. Dall'impiego di internet a quello dei social network. Passando attraverso una preparazione meticolosa dei discorsi che comprendesse tutte le componenti non strettamente verbali. Si dice che Obama, prima di parlare in pubblico, provi e riprovi maniacalmente. Secondo un articolo di "La Repubblica.it" del 2009 che è ancora consultabile online (qui), il Presidente si allena come farebbe un attore, accentuando proprio la gestualità di braccia e mani con movimenti dall'alto verso il basso. Dunque anche tu, pensaci, hai potuto esprimerti a gesti da quando hai conquistato la libertà di camminare. Perchè quando un bimbo cammina è come se non avesse più le mani legate! (Maggiorino Guida, riproduzione riservata).

domenica 19 agosto 2012

FRA L'INCUDINE E IL MARTELLO !

Vogliamo fare a..."chi più ne ha, più ne metta" in questo torrido agosto ? Mario Monti dichiara guerra all'evasione fiscale, mentre, come recita un giornale, i tanti contribuenti onesti (fra questi milioni di lavoratori dipendenti, aggiungo io) dovrebbero dichiarare guerra a lui!
Sono essi in primis a pagare lo scotto della "spending review" che impatta inevitabilmente su quello che è rimasto del welfare. Lo Stato, per un assunto kelseniano riparafrasato, tutto può, se vuole. Quanto convinta è stata sin qui da noi la lotta all'evasione, alla criminalità, al malaffare e alla commistione fra politica ed interessi privati ? Ci voleva un Prof. della Bocconi ? E quante patacche sono state servite agli Italiani utilizzando la TV, anche quella di Stato, a servigio dell'adescamento pubblicitario ?
Lo Stato tutto può se vuole, ma la storia assegna sempre ai suoi cittadini la ricerca di un nuovo ordine sociale.
Abbiamo mentalmente "archiviato" Madoff, vero ? La sua catena di Sant'Antonio ? Ripensateci. Col senno di poi non vi insospettisce quell'etichetta di solitaria canaglia ? Infatti Madoff non chiude un ciclo, anzi.
Aperto a cavallo del nuovo secolo con i grandi fallimenti di Enron e Worldcom che, fu scritto, si rivelarono delle autentiche "scatole vuote" (qualche lettore lo confessi che se ne era scordato di queste due!), possiamo dire che il "buco Parmalat" e l'implosione di Lehman Brothers, riviste e corrette, siano  solo un inesorabile  punto di passaggio.
Dopo i magistrati di Trani, piccolo avamposto di provincia, altre procure e altre nazioni ora pongono la lente d'ingrandimento sull'operato delle agenzie di rating.
Mentre è scoppiato lo scandalo del "Libor": forse alcune "authorities" sapevano. Alcune banche sono ree confesse, stando ai giornali avrebbero già patteggiato la "pecunia". Come se bastasse una multa per riprendersi la faccia!
Sembra proprio di essere dentro quell'album di Antonello Venditti del lontano 1988, il cui titolo era, ahinoi, un tragico vaticinio: "In questo mondo di ladri".
E noi che si fa, cari colleghi promotori e cari colleghi (ancora) allo sportello? Siamo quelli che stanno fra l'incudine e il martello. E possiamo affermarlo con orgoglio. Perchè, euro sì o euro no, ogni giorno i giornali ne scrivono una, siamo quelli che detengono la concreta "prossimità" del rapporto coi clienti.
Quelli che hanno un nome e cognome, quelli in carne ed ossa.  Noi clienti come massa che fanno numero per il marketing e le ricerche di mercato.
Gustavo Zagrebelsky, giurista emerito, in passato presidente della "Consulta", definisce la Costituzione col termine di "diritto mite", essendo clamorosamente priva, almeno qui in Italia, della forza coattiva delle leggi per così dire ordinarie.   Io aggiungerei un significato meno formale: il diritto dei "buoni propositi".
Perchè l'articolo 47 della nostra Costituzione sono oltre sessant'anni che così recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese"
Perciò orgogliosi di essere fra l'incudine e il martello. Quell'auspicabile nuovo ordine sociale, per quel che compete al risparmio e ai suoi mercati, passerà anche per chi ha saputo prendersi la sua concreta fetta di responsabilità. Aziende e soprattutto uomini. Ed esserci. Nel momento in cui i risparmiatori più ne hanno sentito urgente bisogno. Lì non sempre ci trovi tutti: nè  le Aziende, nè le Autorità. (Maggiorino Guida, riproduzione riservata)

domenica 5 agosto 2012

BUONE VACANZE !

Come tradizione ad agosto, una "cartolina" di Vico Equense (Na) accompagna i nostri auguri di buone vacanze. I lettori interessati troveranno informazioni turistiche sulla ridente cittadina che ospita la nostra redazione su: http://www.vicoturismo.it/.

Il blog riprenderà i suoi post dopo Ferragosto. Aggiornamenti minori e notizie flash comunque non mancheranno sulle pagine Facebook! (La foto a corredo è tratta dalla bacheca Facebook della Prof.ssa Claudia Scaramellino)

venerdì 3 agosto 2012

CHI DI NOI NON HA MAI ROSICATO ALMENO UNA VOLTA ?

Gli sfoghi impetuosi dei nostri nuotatori nel post gara delle Olimpiadi di Londra, in alcuni casi il piangere sul latte versato addossando ad altri la colpa (l'allenatore ?), mi riportano alla mente quello che il "Maestro" Dale Carnegie identifica addirittura come il principio più importante del successo personale e del proficuo rapporto con gli altri. Dale infatti così avverte i suoi allievi: Non criticate, non colpevolizzate, non lamentatevi. Il perchè è presto detto. Essendo la comunicazione un processo interpersonale complessissimo, mai riconducibile a uno scambio meccanico-binario il cui esito sia rigidamente un "on-off" o un "sì-no", argomentare costruttivamente una critica per come è suscettibile l'ego umano, è un'impresa ardua. Privi delle tecniche opportune, cari lettori, diciamolo pure, è un'impresa impossibile. Infatti "la comunicazione si profila dunque come una dinamica interattiva e pluriplanare fra soggetti, nella quale è rarissimo che ci si capisca del tutto o che non ci si capisca per nulla. Nella quasi totalità dei casi...ci si capisce un pò." (Stefano Gensini, Manuale di Semiotica, Editore Carocci,  pag.55). Sforzarsi a parlare bene degli altri è anche una valida palestra per imparare a parlarsi bene dentro. Trovare negli altri uno spunto per complimentarsi è il primo passo per rinsaldare l'amicizia. Anche quella con se stessi quando il dialogo è interiore. Dicevo delle tecniche. Gratificare innanzitutto, anteporre alla critica troppo facile e immediata l'interesse a saperne di più ed approfondire attraverso le domande, trasformare il biasimo in "suggerimenti".  Qui è portentosamente utile riferirsi alle proprie esperienze e ai tanti errori che abbiamo fatto pure noi. "A me capitava che...Sapessi quante volte mi è successo che..." sono un'introduzione chiave per far sì che la critica diventi un'alternativa costruttiva da suggerire e far provare. Stefano Magnini e la Federica nazionale faranno bene ad impratichirsi con l'arte della maieutica e del coaching. Campioni di tale grandezza nel firmamento dello sport, sarebbe un vero peccato che prima o poi non diventino loro stessi allenatori dei campioni che verranno. L'eccellenza nello sport soggiace anche alle leggi biologiche che fanno prima o poi di ogni scarpa...uno scarpone! Tendere all'eccellenza nella vita invece prosegue fin quando qualcuno ci si applichi. E qui, anche l'ultimo giorno che è scritto che sia è un giorno utile, eccome. (Maggiorino Guida, riproduzione riservata. L'immagine a corredo di questo post è un copyright di Dale Carnegie Training, sito italiano su: www.dalecarnegie.it)

venerdì 27 luglio 2012

FUORI LE PALLE!

Lo "Scudo di Draghi": dire di avere le palle da tirar fuori all'occorrenza. Tutto qui ? E' poco o è molto, cari lettori? Oggi, ahinoi, è il "quanto basta" che manca alla politica! (Maggiorino Guida, @vendimeraviglie on Twitter)

domenica 22 luglio 2012

IL CAMBIAMENTO S'IMPARA

Da noi la penultima giornata del corso "Diventare Supervisore" è tutta dedicata al modulo di "Gestione del Tempo". S'impara a vedere la propria vita non più come un mero scorrere cronologico di giorni ma come un'organizzazione finalizzata ai propri obiettivi. Mai come nel corso conclusosi appena pochi giorni fa ho visto fondere magistralmente il know-how del fare aziendale col sapere del mondo scientifico.
"Coach" Paolo Cugini illustrava infatti il processo "a scalata" che porta il venditore a porsi gradualmente obiettivi sempre maggiori ove ogni livello raggiunto è il trampolino per quello successivo. Fosse pure appena di un "tantino" più grande e così via. Ad ogni step non deve mancare il momento dell'analisi e ad ogni piccolo successo anche quello dell'autogratificazione. 
Ed infatti quanti hanno seguito i post più recenti di questo blog sanno già del libro, consigliato per i "compiti a casa", "Abitudini da un milione di dollari" di Brian Tracy (www.sangiovannis.com).
Apprendere dunque una propria metodologia di successo ed autorealizzazione attraverso la creazione di nuove, proficue abitudini.
Da parte mia aggiungo che proprio l'apprendimento è uno dei cardini delle teorie psicologiche susseguitesi nell'ultimo secolo. Scientificamente parlando, esso viene inteso come quell'insieme di processi che portano l'individuo ad adattarsi nel modo più utile ai cambiamenti della vita, dettati dalle necessità contingenti ma, soprattutto dalla sua evoluzione.
Fulcro della scuola comportamentista è il "condizionamento" e nello specifico del nostro lavoro il cosiddetto "condizionamento operante". Il termine sta ad indicare quelle azioni che un organismo vivente mette volontariamente in atto per ottenere un cambiamento nell'ambiente. Il relativo processo di apprendimento fa sì che le la qualità dell'esito e le sue conseguenze influenzino l'intero processo, la probabilità che l'azione sia ripetuta in futuro e il tempo di esecuzione.
Fu approfonditamente studiato dallo psicologo americano Burrhus Skinner (1904-1990), professore presso l'Università di Harvard, con gli esperimenti con la famosa "Skinner Box". Una gabbia "tecnologica" all'interno della quale un topolino era alle prese con leve, carrucole e altri marchingegni che lo separavano dall'agognato pezzetto di cibo. 
Elemento chiave del processo di apprendimento ipotizzato da Skinner è il "rinforzo". Lo stato di soddisfazione per il raggiungimento della meta che porta il topolino ad apprendere l'intero processo e a ripeterlo in tempi sempre, via via, più rapidi. La tecnica del "rinforzo" ha programmi specifici per frequenza e quantità per contribuire a trasformare l'azione occasionale in un metodo e un'abitudine.
E qui torno al corso di cui vi ho detto ma, non solo, soprattutto  al quotidiano del nostro lavoro.  Alle sue componenti caratteristiche quali la scelta dell'obiettivo, la relativa programmazione degli appuntamenti di lavoro e la condivisione di sforzi e risultati con un supervisore, con un coach.
Caro lettore, la distanza che ti separa da quelli che ora ti sembrano risultati irraggiungibili sta solo nell'imparare ad avvicinarli tappa dopo tappa finchè l'esserci riusciti una volta non diventi un'abitudine. Buoni coach, buoni libri e...addirittura un affamato topolino ti indicheranno la via !
(Maggiorino Guida, riproduzione riservata. Uno dei libri dell'illustrazione è "I Processi Cognitivi" di Nicoletti-Rumiati, edizioni Il Mulino)

venerdì 20 luglio 2012

LA STORIA CI INSEGNA


"La storia ci insegna che ogni successo comincia con lo studio. E tra le mura della scuola ne riecheggiano i valori" (Ennio Doris).
Rendiamo partecipi i nostri lettori del lancio del brand channel di Banca Mediolanum su Youtube, nel caso (forse un pò improbabile) ce ne sia bisogno, vista la pubblicità anche sui canali TV .
                  http://www.youtube.com/bancamediolanum
In questo video del catalogo il Presidente Ennio Doris introduce l'importanza della formazione attraverso la Mediolanum Corporate University.

sabato 14 luglio 2012

SE TI FISSI UN OBIETTIVO CHIEDITI IL FINE

E' mia tradizione scrivere dopo ogni corso presso la Mediolanum Corporate University. Ebbene cosa dire stavolta ? Essere stato il relatore di "Diventare Supervisore" dal 9 al 13 luglio: il mio grande successo è stato arrivarci!
Mi sveglio al mattino della vigilia con nausea, febbricola e quel maledetto disturbo al pancino che ti fa camminare come quando sfilano le top-model! Certamente, in queste condizioni sarà capitato che qualcuno sia partito addirittura per una battaglia, non solo per un banalissimo viaggio. Allora, chi sta meglio dei due ? Così mi parlo e così esco dalla porta di casa.
In Sede la nostra "regista" (Federica Bruno) mi informa che in aula proveremo molte novità didattiche. Questo corso sarà la madre sperimentale di quelli a seguire. Andiamo ! Conoscete "Coach" Paolo Pavarini ? Egli guida i nostri otto allievi attraverso un processo di estrazione di bisogni e obiettivi che cartatterizza le prime due giornate. Da una "Piramide di Maslow" rivisitata, Paolo stimola l'aula sull'intima ricerca del vero obiettivo che è il faro dei progetti di lavoro sentiti e condivisi. Fare e far finta di fare sono un sostanziale distinguo. La novità è che questo corso prevede un immediato "tornasole" con casi pratici in aula: vere telefonate a veri clienti e veri potenziali nuovi collaboratori. Il leit-motiv è questo: c'è un "teatrino di vendita" migliore della realtà ?
Motivazione, disciplina e tecniche d'investimento tutte in uno? Coach "Pavarini" detta il libro di testo: "The Automatic Millionaire" di David Bach, tradotto in Italia da Gribaudi Editore (www.gribaudi.it).
Il tempo che scorre. Da quello che tutti i mammiferi, uomo compreso, si lasciano scorrere addosso per la legge del minimo sforzo per la sopravvivenza a quel fondamentale nemico/alleato dell'uomo pensante.
E' il modulo di corso di "Coach" Paolo Cugini. Dalla legge dell'80/20 di Vilfredo Pareto, a casi pratici di autorealizzazione professionale che, fresco di un bel 30 a psicologia cognitiva, riesco ad identificare anche nei più recenti corsi universitari.
Sono infatti il "rinforzo" e la "legge dell'effetto" alla base delle moderne teorie scientifiche sull'apprendimento.
Di tutto ciò anche "Coach" Cugini detta il libro di testo per nutrire quotidianamente i propri intenti: "Abitudini da un milione di dollari" di Brian Tracy, tradotto in Italia da Sangiovanni's Editore.
Una piccola "demo" (sommario ed introduzione) è disponibile online cliccando qui. Cosa ci mette di suo il sottoscritto che ha coordinato i lavori? L'ovvia ma, mai scontata consapevolezza dell'onore ricevuto.
Ed in più l'augurio che è già una radicata convinzione. Fra gli otto colleghi di questo corso (Rossana Del Re, Mimma Riccio, Alessandro Brian, Alessandro Conte, Michele Riccardi, Luca Lazzarotto, Giuseppe Gambacorta e Marco Furlan), nonchè fra tutti gli altri in gamba che già ci sono e che verranno, là emergeranno promotori e manager dell'azienda del futuro e i suoi clienti. Facile per me scommettere. Ne conosco i risultati e li ho visti al lavoro! (Maggiorino Guida, riproduzione riservata)

venerdì 29 giugno 2012

LE CENTO CANDELINE DEL MAESTRO!

Un'email ci ricorda che cade idealmente quest'anno il centesimo annivesario della fondazione della Dale Carnegie Training. E' la stessa azienda sul suo sito italiano (http://www.dalecarnegie.it/about_us/100_anni_di_successo/) a spiegarne il perchè: 

"il 22 ottobre 1912 Dale Carnegie, ventiquattrenne studente proveniente dal Missouri, tiene la sua prima lezione alla YMCA di New York, dal titolo The Carnegie Course in Effective Speaking. Ad ascoltarlo, non più di 6 studenti. E’ il preludio ad una delle storie di successo più note al mondo e al cambiamento radicale che Dale Carnegie apportò nell’ambito della formazione manageriale".

Cosa siamo soliti dire del "Maestro" ?  Da assoluto precursore mondiale nelle tecniche di comunicazione inter / intrapersonale nonchè nei programmi di automiglioramento, era capace di "trasmettere a colori" quando la TV non era neppure ancora all'orizzonte ! Per aiutarvi a farvene un'idea vostra, aumentano di settimana in settimana i materiali che l'azienda rende gratuitamente scaricabili dal sito previa registrazione.

mercoledì 20 giugno 2012

ENJOY SHAREBANKING !

Si è tenuta oggi a "Città della Scienza" la tappa napoletana del convegno "Share The Bank" sul possibile, prossimo connubio fra il marketing bancario e il mondo dei social network. Relatori Oscar di Montigny, Paola Peretti e Umberto Macchi. Lasciamo per ora i curiosi nella loro comprensibilissima... curiosità :-) Agli organizzatori spetta infatti l'esclusiva degli eventuali comunicati per stampa e media. Quindi per ora... ShAReTHeBaNk! :-)

domenica 17 giugno 2012

LE ARMI DELLA PERSUASIONE

E' il titolo del libro principe di Robert Cialdini, americano, professore universitario di marketing, probabilmente il massimo esperto al mondo di psicologia sociale della persuasione. "Le armi della persuasione", che è edito in Italia da Giunti Editore, è largamente disponibile in libreria. In particolare, online troverete anche la più moderna edizione elettronica "Kindle". Qui ad esempio la "vetrina" attualmente disponibile su Amazon Italia. Abbiamo detto "psicologia sociale" perchè essa mente in relazione l'individuo e il gruppo partendo dagli studi di Wilhelm Wundt (padre della corrente dello "strutturalismo"), agli inizi del 1900, sulla psicologia massificata (opera La psicologia dei popoli - Völkerpsychologie). Sei sono le "regole sociali" della comunicazionie persuasiva che costituiscono l'indice degli argomenti del libro di Robert Cialdini:
1) Impegno e coerenza: nella propria  vita, dal lavoro alle attività sociali, in particolare con quanto si è fatto/detto precedentemente
2) Reciprocità: l'attenzione alle persone le mette in condizione di avvertire il bisogno di ricambiare favori o presunti tali
3) Riprova sociale: è il fenomeno psicologico che genera le "mode". Perchè la gente assegna maggiore importanza alle scelte condivise da un maggior numero di persone
4) Autorità: ciò che viene detto o fatto da figure sociali di rilievo (persone, organizzazioni ecc.) assume maggiore credibilità e valenza sociale
5) Simpatia: l'intento persuasivo di indurre scelte o modificare atteggiamenti è facilitato da legami di simpatia e "similitudine" fra le persone
6) Scarsità: la propensione all'acquisto è più immediata  se la disponibilità del bene viene presentata come limitata nel tempo o nella quantità

I lettori potranno riconoscere, in molti aspetti della loro vita quotidiana da operatori commerciali o da semplici consumatori, dalle trattative di vendita fino, ad esempio, alle motivazioni d'acquisto del loro ultimo cellulare, esempi concreti che si rifanno alle sei regole sociali descritte da Cialdini.
Il libro infatti si rifà continuamente a situazioni quotidiane. Il connubio, non sempre facilmente raggiungibile, di utilità pratica e rigore scientifico trova stavolta grande e perfetta dimostrazione. Perciò il libro merita fortemente la  lettura.
Tanto grande l'autorevolezza dell'autore e del testo, soprattutto nella comunicazione di massa e nella pubblicità, che in web troverete comunque molte slides o riassunti prodotti da ambienti universitari e scientifici. Dei link, uno fra i tanti è disponibile qui. (Maggiorino Guida, riproduzione riservata)

mercoledì 6 giugno 2012

IL TUO TETTO AL RIPARO...IN BANCA !

Converrete che di questi tempi, il titolo "convinto" di questo post, suona quasi come una goliardica sfida...all'opinione pubblica ! Eppure, ecco cosa è successo nel "backstage" dei preparativi dell'Expo di Santa Maria La Carità (Na) all'arrivo di un inatteso temporale estivo :-) Organizzatore dell'evento sponsorizzato il nostro Agostino "Austin" Fortunato. (Maggiorino Guida, riproduzione riservata).

sabato 2 giugno 2012

LEZIONI DALLA STORIA

Qualche anno fa di Livio Buttignol lessi "Sun Tzu, l'Arte della Guerra, riletto ad uso dei manager" (Etas Edizioni). Ora è l'Ingegner Edoardo Lombardi, vicepresidente di Mediolanum Spa, a ripercorrere quella narrativa che è il ponte fra la storia e le sue battaglie con l'attualità del business e del management. Chi ne ha apprezzato la serie "Navigatori del Tempo" su SkyTV, trova ora appena arrivato in libreria "Histories & Case Histories, lezioni dalla storia per manager e imprenditori".
L'editore Franco Angeli così presenta il testo nella scheda online (qui) : "Il volume si propone di illuminare il presente del mondo degli affari, partendo dalla storia militare e politica del passato. Venti vicende del business, ciascuna collegata a una vicenda della storia militare e politica, che spaziano dalla strategia del marketing a quella del business". Per gli aspiranti lettori stuzzicati dall'idea dell'acquisto, ecco un file demo contenente indice, prefazione e primo capitolo che l'editore rende disponibile online (link). (Maggiorino Guida, da una news apparsa sul blog http://ilvendimprenditore.blogspot.it/)

mercoledì 30 maggio 2012

CHE AVEVANO IN COMUNE I BOT...E I CREDIT ?

Dal 1994 ad oggi sono quasi vent'anni. "Oltre ai BOT ? I Credit!" recitava quella pubblicità che forse alcuni ricordano. Potremmo dire vent'anni di sboom a spese dei piccoli risparmiatori avvicinatisi alla borsa. Ad una grande banca facciamo tanto di riverente cappello, lo spunto che prendiamo è certamente una di quelle cose che capitano. Ma se il caso "Facebook" è un fatto di oggi, vuol dire, ahinoi, che da allora la musica è assai poco cambiata. Un articolo di Nicola Borzi del dicembre 2008 è ancora disponibile su Il Sole 24 Ore online. Accedetevi da qui.
L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale ...dall'Art.41 della Costituzione della Repubblica Italiana

domenica 27 maggio 2012

L'ACCENDIAMO ?

Così faceva Jerry Scotti a "Chi vuol essere Milionario" il quiz TV di Mediaset. Quante erano le risposte possibili alle sue domande ? Quattro ? Proprio la sua faccia sorniona mi viene in mente leggendo l'ultima newsletter di Dale Carnegie Training Italia, sapientemente redatta da colei che è pure una nostra amica su Facebook: Francesca "Cecca" Redaelli. Questa settimana tratta una brutta gatta da pelare non solo per i venditori, ma per tutti noi che nella vita siamo alle prese con gli altri...e gli parliamo. La scena è questa: quando ti fanno una di quelle domande difficili, come te la cavi ? A chi non capita ? Direi che è occasione quasi quotidiana. Torni a casa, ti arrovelli e spesso il dialogo con te stesso è del tipo: "Mannaggia, che stupido sono stato! Avrei potuto rispondere così o colì..." :-)) Sentiamo cosa ci consiglia "Cecca", dunque. E non dimenticate di ricambiare il favore alla Dale Carnegie Italia, seppure con la semplice iscrizione alla sua newsletter gratuita ! (http://www.dalecarnegie.it/free_weekly_tips/)

        Rispondere velocemente alle domande difficili
Ogni volta che cerchiamo l'approvazione di un cliente su un progetto che abbiamo formulato o che presentiamo la nostra azienda ad un prospect, ogni volta che facciamo una riunione con colleghi e collaboratori o che parliamo di nuove idee o soluzioni con il nostro capo, ci esponiamo al rischio di ricevere "domande difficili". Tali domande possono essere poste in modo polemico e provocatorio, o talvolta, per mettere volutamente alla prova la nostra pazienza, le nostre competenze e la nostra abilità di gestire stress e pressioni.
Mantenere un atteggiamento professionale, essere consapevoli delle nostre espressioni facciali, dei gesti, del linguaggio del nostro corpo e del tono della voce è fondamentale così come dare risposte brevi e chiare veicolando allo stesso tempo messaggi positivi.
Come gestire tutte queste variabili? Come mantenere il sangue freddo davanti ad una domanda provocatoria o difficile senza mettersi sulla difensiva? Come tenere la situazione sotto controllo e rispondere velocemente e con sicurezza?
Ecco alcuni consigli che ti aiuteranno ad avere sempre la giusta risposta pronta:

Parola d'ordine: preparazione
Sia che stiamo per affrontare una riunione con collaboratori e colleghi, che stiamo per presentare un progetto ad un cliente o proponendo una nuova idea al nostro capo, il segreto non cambia: ogni professionista sa che alla base di qualsiasi successo c'è la preparazione. Per anticipare le domande difficili e le obiezioni e rispondere ad esse prima ancora che ci vengano poste, è innanzitutto fondamentale conoscere perfettamente l'argomento di cui parleremo. In un secondo momento è opportuno allargare l'attenzione ai nostri possibili interlocutori. Quali sono le loro aspettative? Quale potrebbe essere il loro atteggiamento rispetto alle nostre idee, progetti, proposte o soluzioni? Sulla base di queste variabili prepara al meglio la tua presentazione.
Mostra un interesse genuino e sincero
Quando qualcuno ti sta ponendo una domanda, mostra nei suoi confronti un interesse onesto e sincero. Cerca di capire la domanda ascoltando attentamente e chiedendo chiarimenti. Se la domanda è posta in tono polemico o provocatorio, mostrare interesse può servire ad attenuare la negatività ed ammorbidire la situazione.
Prendi tempo
Molto spesso è difficile rispondere su due piedi ad una domanda particolarmente complessa o difficile.  Prendi tempo parafrasando la domanda e riformulandola con parole tue. Puoi anche chiedere chiarimenti sulla domanda se questa non è completamente chiara. Queste semplici tecniche ti permetteranno di prendere tempo e riorganizzare velocemente le idee per rispondere nel modo più esauriente e corretto.
Mostra il tuo disaccordo in modo empatico
Mostra di comprendere e riconoscere il punto di vista del tuo interlocutore ripetendo e riformulando la sua domanda. Utilizza il "cuscino" per parlare dell'idea che pensi possa funzionare meglio.  Ecco un esempio di cuscino: inizia con l'affermazione "Capisco molto bene cosa intendi dire" (pausa), poi prosegui dicendo, "cosa ne pensi di quest'altro punto di vista...". Ricorda di utilizzare sempre delle prove a sostegno delle soluzioni da te proposte.
Suggerisci un incontro privato
Un meeting privato in uno spazio riservato comporta certamente meno tensioni rispetto ad un confronto che si svolge in presenza di altri colleghi.  Un incontro one-to-one è inoltre certamente più efficace poiché permette di dare e ricevere feedback immediati e di discutere le idee in un ambiente più rilassato.

(Quanto pubblicato è copyright di Dale Carnegie Italia e viene riprodotto su autorizzazione della società. Maggiorino Guida, riproduzione riservata)

giovedì 24 maggio 2012

UNA CARTOLINA IN "REDAZIONE"!

La spedisce da Milano e me la indirizza in ufficio. Si firma "dal più affezionato dei soci di T&T". Deve essere uno degli amici di "Tavola & Tàlamo", uno dei miei gruppi Facebook. Quello dove si studia, anzi si pratica, quella che per me è la "curva d' indifferenza della vita". Oltre non va quest'amico, chissà chi è questo simpaticone come quelli che piacciono a me. Perchè aggiunge "Ho detto tutto" a commento dell'argutissima cartolina che raffigura uno sberleffo a "Piazza Affari". Coglie alla perfezione lo humour e anche lo spirito un pò ribelle dei miei post. Non solo "tavola" dunque. E non solo "talamo". L'attenzione per lui è doverosa soprattutto qui, fra le cose che mi passano per la testa quando, come voi,  penso ai clienti e al nostro mestiere.

sabato 19 maggio 2012

venerdì 18 maggio 2012

DIFENDIAMO I NOSTRI CLIENTI

Che lo spessore umano, culturale e politico di chi governa abbia sofferto di un lungo, inesorabile decadimento ? Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto, "Marco Aurelio" (Roma, 121 d.C. - Vindobona, 180 d.C.), così recita Wikipedia, "è stato un imperatore, filosofo e scrittore romano". Fra le tante, a lui si deve l'opera "Contro le lusinghe del mondo", di recente in edicola fra gli allegati al Corriere della Sera nella collana "I classici del pensiero libero, greci e latini".
"Assassini pur sempre" così Marco Aurelio titola una delle riflessioni del libro decimo. "Il ragno si fa bello perchè ha preso una mosca; qualcuno perchè ha preso una lepre; un altro, una sardella con la rete adatta; un altro, un cinghiale; un altro, un orso; un altro, dei sàrmati. Non si tratta pur sempre d'assassini, se fai attenta indagine su quello che ne muove il pensiero ?"
Un "finanziere del terzo millennio" perchè ha preso un "pollo", aggiungeremmo noi!
Si fa un grande dibattito di questi tempi, di politica ed economia. Di banche. Per noi il cammino da intraprendere è arduo, ma ne è nota la via.
I banchieri, ad esempio, devono tornare a fare banca, quella che conoscevamo una volta. Gli assicuratori devono tornare alle polizze, alle certezze per i loro clienti. I "finanzieri" sono di più difficile cura, a nostro avviso. Dovrebbero riconvertesi alle leggi dell'economia. Il modo più semplice è che vadano veramente a lavorare. Un pò come molti politici di uno Stato che deve tornare molto semplicemente a fare lo Stato.
Perchè un pò fa il "finanziere" anch'esso se ti vende un pacchetto di sigarette e ti ammonisce che "nuoce gravemente alla salute". Se ti vende i suoi giochi e lotterie e poi ti consiglia: "gioca il giusto". Lo Stato, a sua occorrenza, scolla la legalità dai principi costituzionali di giustizia.
Qual è il giusto per noi che ci occupiamo di banca & risparmio ? Difendere i nostri clienti da chi "conosce le regole del gioco" perchè il mondo di oggi è sotto l'ipnosi mediatica della TV e dell'informazione.
Anche con i prodotti anticiclici che spesso restano dimenticati nei nostri scaffali, messi in secondo piano dalle "lusinghe del mondo" appresso alle quali tutti hanno corso e...correranno! Investimenti semplici, non "derivati" e non "strutturati". Le polizze di protezione, ad esempio. Il credito, i mutui casa. La semplicità farà la differenza. Perchè è la prima delle saggezze contro le lusinghe del facile guadagno che non esiste per nessuno, piccolo o grande che sia, che si svegli al mattino per andare a "faticà" o a "lavurà"! :-) (Maggiorino Guida, riproduzione riservata)

domenica 13 maggio 2012

SPECCHIO, SPECCHIO CORTESE...

Una mail di approfondimento del nostro "grande lettore" Enzo "Vincenzone" De Angelis ci costringe molto volentieri a restare sull'argomento della "Comunicazione Non Verbale", in particolare sul suo "canale" principale delle "Espressioni facciali". Abbiamo già detto del Prof. Paul Ekman (http://www.paulekman.com/), lo psicologo americano che ne è il maggior esperto mondiale (registratevi per accedere alle newsletter e gli "abstract"), secondo il quale il "linguaggio" del nostro volto è innato e, più o meno, universale. Ricordate le sei espressioni istintive principali ? Gioia, rabbia, tristezza, disprezzo/disgusto, sorpresa, paura ? Esse, secondo Ekman, soprattutto oggi, nell'epoca dell'apparire, sarebbero modulate, anzi "artificializzate" dalle cosiddette "display rules", le regole sociali di ostentazione, vale a dire i convenevoli. Dicevamo qualche post più addietro che alle ricerche di Ekman si ispira il noto serial TV "Lie To Me" (to lie = mentire), da alcuni anni trasmesso in Italia da Sky/Fox TV e successivamente da Rete4. Infatti quattro sarebbero, secondo Ekman, le "display rules" principali che l'uomo mette in atto, arrivando sino alla "tentata falsificazione" dell'espressione naturale:

Attenuazione (ridurre l’intensità dell’espressione)
Amplificazione (esagerare l’intensità)
Nascondimento/dissimulazione (adottare un’espressione neutra)
Sostituzione (mostrare un’espressione diversa rispetto all’emozione provata)

Paul Ekman

Tutti i tentativi di simulazione/dissimulazione sarebbero comunque catturabili dall'occhio scientifico ed esperto. Perciò "La verità è scritta lungo tutto il nostro volto" è lo slogan che accompagna le uscite in TV di "Lie To Me". Non solo. Ed è questo il "consiglio per gli acquisti" che ci sentiamo di passare al nostro "Vincenzone" De Angelis. Quello che è forse il più noto dei libri di Ekman è disponibile in Italiano, edito da Giunti Editore. "I Volti della Menzogna - Gli indizi dell'inganno nei rapporti interpersonali", edizione in brossura aggiornata di luglio 2010, costa a catalogo 16 euro. Sapendo che cosa cercare nel volto, nella voce, nell'atteggiamento, nelle parole, noi possiamo scoprire gli indizi che rivelano la menzogna. Questa la materia del libro. Sottolineamo il termine "indizi", perchè come intuite, cari lettori, nessun indizio è mai certo. L'autore infatti, partendo proprio dalle tracce comportamentali dell'inganno, ne arriva ad analizzare le probabilità. Buona lettura, dunque, miei cari...businessmen, managers & "Venditori Meravigliosi" :-)! (Maggiorino Guida, riproduzione riservata)

venerdì 4 maggio 2012

FACIAL EXPRESSIONS...FOR DUMMIES !


Le espressioni principali della mimica facciale, visto che l'argomento vi ha parecchio "intrigato", cari lettori, messe in risalto da un video assai carino, stile "Lie To Me" (Wikipedia), scovato su Youtube. Fa parte del lavoro di ricerca per il Laboratorio di Comunicazione Non Verbale coordinato dalla Prof. Simona Collina dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli (http://www.unisob.na.it/). Ve l'avevo raccontato, no ? La mia più recente passione sono...le Scienze della Comunicazione! Questo laboratorio è un lavoro di gruppo. Con me ho un'altra matricola, la bravissima Maria Elena Lauretti. A lei devo buona parte dell'avanzamento dei lavori. Gli onori sul blog sono quindi un "must"!

sabato 28 aprile 2012

LA TUA FACCIA DICE...SE CI FAI O CI SEI !

Capita tantissimo pure a te, vero, di gironzolare qua e là sul web, senza uno scopo preciso, tant'è che ciò si chiama "navigare" ? Oggi capito su una notizia ed un articolo riportati dall'ANSA. Materia scientifica buona per relazioni e vendita. Il titolo recita: "Le Espressioni del volto non sono universali. Ogni cultura le esprime in modo diverso" ed il contenuto puoi leggerlo qui. Nell'era dei media e della pubblicità, succede che ad pubblico "generico" siano passati come novità anche dei concetti su cui la scienza dibatte da anni. Dicevo che l'argomento è pertinentissimo a "clienti & venditori" e ci spendo volentieri qualche rigo. La mimica del volto è senza dubbio l'aspetto più importante e studiato della cosiddetta "comunicazione non verbale" che abbrevierò in "CNV". Anzi, volendo essere più precisi, della comunicazione "non vocale", in quanto avviene senza l'impiego della voce. Come si è soliti affermare a proposito di questa materia, tant'è radicata nella psicologia dell'uomo? Più o meno: Con le parole si può mentire, col corpo mai ! Ed infatti molti studi riportano che nella percezione di un messaggio pesino per oltre il 50% le componenti non verbali, cioè proprio il "linguaggio del corpo". 
Quali sono queste componenti? Fra le principali, oltre alle espressioni facciali trovi lo sguardo, poi i gesti e la postura ed infine la prossemica e l'aptica. Queste ultime due identificano che anche spazio, distanza e contatto sono assolutamente da non trascurare nella CNV. Tornando alla premessa, perchè allora le espressioni facciali non sarebbero universali, ma ogni cultura le esprimerebbe diversamente, come titola l'ANSA?
Due da sempre le scuole di pensiero: quella cosiddetta "innatista" e "darwiniana", secondo cui le espressioni del volto sarebbero come radicate nel DNA della specie umana, di origine quindi biologica e non sociale, e quella "culturalista" per la quale invece sarebbero un prodotto dell'appartenenza e dell'apprendimento.
Il "padre" della teoria "innatista" è il celebre psicologo americano Paul Ekman. Nel 1972, studiando una tribù della Nuova Guinea totalmente isolata dal resto del mondo, si convinse dell'universalità della mimica facciale catalogandone 6 tratti principali, come mostra la clipart che introduce questo post: gioia, tristezza, rabbia, sorpresa, paura, disprezzo/disgusto. Prodotte da diversi muscoli facciali, le espressioni del tuo volto, caro lettore, dipendono dal nervo facciale che le controlla essendo a sua volta stimolato dal cervello e principalmente dall'ipotalamo. Dove, dunque, già da anni cozzerebbero le due teorie e dove troverebbero un punto d'incontro? Nella cosiddetta "decodifica".
Provo a spiegartelo con un esempio. Mostra la foto di uno che sorride ad un Americano e questi lo giudicherà felice probabilmente solo nell' 80% dei casi. La foto di uno che ha paura vedrà una percentuale di riconoscimento molto più bassa. E i dati cambiano ulteriormente se mescoli ulteriormente la nazionalità di "attori" e "giudici"!
In somma sintesi, la gioia e il sorriso conservano in sostanza il riconoscimento più facilmente universale. Perchè accanto al programma  nervoso, per così dire istintivo, della teoria innatista, l'evoluzione dell'uomo ha sviluppato un secondo programma frutto della socializzazione e di regole di "ostentazione". Le espressioni facciali "intenzionali" infatti, sempre generate dal nervo facciale, prendono origine dalla corteccia motoria del cervello e non più dall'ipotalamo. Come recita a pag. 121 "Il Corpo e il suo linguaggio" di Michael Argyle (Editore Zanichelli): "Durante la normale interazione sociale, le espressioni del volto sono in parte spontanee ed in parte intenzionali. Si tratta di una combinazione di percorsi (1 e 2) e a volte il risultato del loro conflitto".
Tant'è che se ci rifletti un attimo, soffermandoci qui solo sul volto e sul sorriso, forse sei già istintivamente bravo a percepire un sorriso ironico e uno triste. Sempre sorrisi sono, ma quanto diversi ! Come pure un sorriso vero (quello dell'ipotalamo!) da un sorriso...per forma e convenevoli ! E su questo punto, promesso, tornerò. Perchè il sorriso fra clienti e venditori è più del biglietto da visita e meglio della stretta di mano ! (Maggiorino Guida, riproduzione riservata)

sabato 21 aprile 2012

CONOSCEVATE LA TECNICA...DEL CUSCINO ?

Chiusa la "redazione" per un weekend lungo a Milano, invogliati dai biglietti Frecciarossa comprati "lowcost", il "Salone del Risparmio" e pure là un immancabile pomeriggio di calcio, lasciamo però i nostri lettori in buonissime mani. La nuova newsletter della serie "The Coaches Corner" della Dale Carnegie Training Italia è come il cacio sui maccheroni per tutti i venditori.
"Superare le obiezioni e vendere di più" è redatta, come tradizione, da Francesca Redaelli e la trovate qui. L'argomento è corredato da un'imperdibile "white paper": due tavole a colori che sono un utilissimo vademecum lungo il percorso in 5 step che porta al fatidico momento decisionale del cliente. L'illustrazione a corredo di questo post può farvene avere un'idea. Allora, cos'è questa tecnica, cosiddetta "del cuscino" ? Presto detto, perchè il download è possibile una volta compilati tutti i campi del form a piè di pagina nel link appena riportato! Enjoy!

domenica 15 aprile 2012

LA PSICOLOGIA DELLA PERSUASIONE

Molto si è scritto sulla persuasione nella letteratura tecnica di comunicazione e vendita. In termini più strettamente scientifici, di essa si occupa la psicolinguistica. Il termine "scientifico" è qui usato a suffragare conclusioni frutto di ricerche sperimentali misurabili e perciò ripetibili. Premesso che la psicolinguistica moderna considera il linguaggio una caratteristica innata dell'individuo e non una conseguenza dell'apprendimento, la persuasione è l'uso del messaggio verbale ai fini di ottenenere il convincimento del nostro interlocutore, come ad esempio la sua adesione ad una nostra proposta d'affari. Dicevamo che molto si è già scritto in termini tecnici, anche sul confronto/scontro che è sottinteso al colloquio persuasivo.
Ad esempio fra la credibilità della "fonte" e l'autostima del "ricevente" dei contenuti verbali. A tal proposito, allarghiamo l'ambito della persuasione al campo più esteso delle caratteristiche distintive individuali e alla loro trasmissione interpersonale. E' qui illuminante uno fra gli ultimi libri editi in Italia dalla Dale Carnegie Training, "Le Cinque Qualità Essenziali" (Bompiani). di cui ad inizio del 2012  è uscita in libreria anche un'edizione economica,  con copertina morbida, al prezzo ridotto di 9,90 euro.
L'argomento è trattato in particolare al capitolo 9: "La persuasione come capacità interpersonale" (pagg.181-198), titolo che ben fa capire come l'intento di persuadere vada ben oltre il mero eloquio o le cosiddette "tecniche di vendita". Infatti il primo lavoro da fare è quello sulla propria credibilità, intesa nel modo più esteso e generale. Cosa possono obiettivamente pensare gli altri di noi ? Tirar dritto e far spallucce non è detto che porti sempre i risultati sperati.
Ma la credibilità è anche nello specifico della situazione colloquiale, ben consapevoli che nessuna proposta, seppur allettante, è priva di controindicazioni. Soppesare nella misura corretta i "pro" e "contro", nell'interesse di chi ci ascolta è quell'elemento di originalità che certamente può contribuire alla credibilità di chi parla facendo la differenza con gli altri.
Si è sempre detto che per convincere bisogna comunicare evidenziando i vantaggi.
Nella comunicazione sui "pro" e "contro" interviene, utilissimo, il fondamento scientifico della ricerca psicologica. Infatti è stato sperimentato che la formulazione positiva o negativa influenza non solo il "dilemma decisionale" in sè, ma cosa sorprendente,  anche gli effetti nel tempo della scelta o addirittura la sua tipologia. 
Nel 1987, ad esempio, è stata condotta negli Stati Uniti dalle ricercatrici Meyerowitz e Chaiken un'indagine rivolta ad una campagna di comunicazione sul cancro al seno ("I Processi Cognitivi" di Nicoletti & Rumiati, Editore Il Mulino, pag.170-171). Il fine del messaggio persuasivo era convincere un campione di donne sull'utilità della prevenzione attraverso tecniche di autopalpazione. Ebbene, i risultati evidenziarono come risposta immediata una maggiore adesione al messaggio che evidenziava i vantaggi dell'autocontrollo.
A distanza di quattro mesi però, l'esito era completamente ribaltato (57% contro 38) a favore della comunicazione persuasiva che aveva messo in evidenza gli svantaggi e la pericolosità nell'essere superficiali o persino manchevoli nell'autocontrollo.
Qual è il fine allora, caro collega, del colloquio che hai col tuo cliente, o perchè no, con tua moglie o tuo figlio ? Se vuoi dosarne gli effetti nel tempo, hai una chiave in più per regolarti. I vantaggi più facilmente ti procurano un risultato a breve, evidenziare controindicazioni e pericoli ti assicurano effetti di maggiore durata.
Mentre io penso ad esempio al nostro lavoro di promotori finanziari, tu immagina il colloquio di vendita per un conto corrente o, all'opposto nel tempo,  addirittura un fondo pensione. Pensa alle alternative  che  certamente devi scegliere nel presentarli, vista l'enorme differenza temporale nelle finalità degli strumenti. Io mi cimenterò invece pure in casa e in famiglia, con chi mi vuol bene e mi sopporta! Perchè devi sapere che Maria è una fumatrice alquanto accanita! (Maggiorino Guida, riproduzione riservata)

domenica 8 aprile 2012

LA PASQUA DEL VENDITORE MERAVIGLIOSO !

Qui su internet, a volte, il contatto con i propri lettori è questione di attimi, il tempo di pochi click. Sii benvenuto se ci leggi per la prima volta e grazie se hai deciso di tornare! A noi tutti cari colleghi & lettori, alle nostre famiglie, ai clienti che sono il nostro pane quotidiano, alle aziende per cui lavoriamo: BUONISSIMA PASQUA !